A BOLD URBAN VIBE

Geometrie essenziali, istinto cromatico primario.
Linee decise e volumi scultorei.
È il linguaggio visivo potente e audace di Luca Font.

Artista grafico dal segno distintivo, la sua estetica tagliente è una sintesi originale di graphic design, tipografia e astrazione. Dalla scrittura sulla pelle all’arte pubblica, negli anni ha plasmato uno stile coerente e rigoroso. La sua cifra autoriale racconta la contemporaneità con un codice simbolico minimale e d’impatto.

LA COLLAB: IL PENSATORE

Per la collab con Anoba ho avuto l’opportunità di poter lavorare in totale libertà, senza i paletti di un brief o di un lavoro su commissione.
Quando è così, prendo un foglio di carta e metto giù quello che ho in penna, in maniera molto spontanea. Parto e vedo dove si va. Lungo il processo le idee si definiscono, si fanno più evidenti e lascio che emerga quella più giusta per il progetto.
Ho lavorato come se dovessi fare un quadro, tenendo solo in un angolo della testa il fatto che dovesse essere applicato a un oggetto. Nella mia mente, non devo disegnare un capo d’abbigliamento, devo disegnare.

– Luca font

Il pensiero, la libertà,
lo Yin e lo Yang.

Gli opposti che si compenetrano. Non esistono l’uno senza l’altro. Il lavoro dell’artista ha due anime che convivono alla ricerca di un equilibrio. La leggerezza viene definita dal peso.
Pensare molto le opere, pianificare, elaborare idee, misure, spigoli.

ANOBA
ANOBA

E poi il suo opposto:
l’esigenza dello slancio,
del volo creativo, libero,
leggero, istintivo.

Lo Yin e lo Yang che si integrano nel flusso di ispirazione di Luca Font.

L’opera lavora tutta sul dualismo. Davanti lo sguardo al futuro, la leggerezza, dietro il lavorio costante del pensiero, che ci tiene legati al passato. Il disegno, le texture materiche, le diverse tecniche di ricamo, tutto è un costante dialogo tra le parti, tra spessore e levità, un passaggio permeabile tra i concetti. Così come le scelte cromatiche esprimono due possibili modi di essere, colori vibranti e contrasti primari, o tinte calde più naturali e sfumate.
Due racconti della stessa storia.

ANOBA

BEYOND THE LINES:
LUCA FONT

Da Bergamo, a Milano, a New York: Luca Font oggi è riconosciuto a livello internazionale per la sua impronta unica, che fonde i codici espressivi dell’arte moderna con l’energia e i messaggi della sottocultura urban.

La sua ispirazione street e anticonformista nasce da giovanissimo con il graffitismo, tra video games e skate culture, per poi evolversi ad esplorare le potenzialità espressive del suo tratto attraverso nuovi media.

Per me la chiave di lettura è la sintesi.
Dal punto di vista creativo, quello che faccio è un lavoro di sintesi visiva e concettuale delle forme della realtà. Parto sempre da quello che ho intorno, da quello che vedo o vorrei vedere, da quello che vivo.
Non è mai solo un volo pindarico.
È un lavoro molto ancorato al reale, nonostante possa sembrare l’opposto. Che sia un sogno o un’idea concreta, per me disegnare è fare una fotografia di quello che vedo, di quello che conosco, per poi distillarne l’essenza.

– Luca font

Dal tatuaggio all’illustrazione,
dal muralismo alla grafica editoriale, la sua ricerca artistica è un lavoro di elaborazione visiva.

Il suo stile trova radice e risuona con le avanguardie del XX secolo, col Futurismo, col Modernismo americano e col Brutalismo. Architetture nette e volumi importanti, lavorano in modo dinamico e identitario con l’utilizzo del nero e di cromatismi saturi e vivaci, per un effetto suggestivo fatto di forti contrasti.

Ha collaborato con: IL magazine Sole24 Ore, Robinson La Repubblica, Interni Magazine, Apple, Prologis, MI AMI Music Festival, Kiko Milano, Amazon, Carhartt, X Books, Saucony, McArthurGlen.

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